Dalla politica alla gestione del bene comune. L’esempio del teatro Valle a Roma

Alice Furlan

Abstract


Il concetto di bene comune può esser delineato in tre punti:

1) sottrazione del bene dalle logiche del profitto;
2) creazione del legame tra comunità e bene;
3) nascita di una nuova forma gestionale, né pubblica né privata, che riconosce al bene la capacità di autogovernarsi.

Dall’analisi delle tabelle pubblicate dal MiBAC emerge come alla ricerca artistica siano destinati pochi fondi. L’attuale situazione impone la necessità di individuare un nuovo modello di sviluppo.
Partendo dal contesto nazionale si è considerato il caso del Teatro Valle. La gestione avveniva secondo i principi di non rivalità, non escludibilità ed autogoverno. I punti di forza del modello proposto sono: l’idea di una gestione alternativa e la creazione di sinergie tra movimenti culturali. Il teatro è visto come luogo multifunzionale: allo spettacolo si affiancano dibattito, convegni e altre iniziative. Altro aspetto è la grande visibilità che l’esperienza ha avuto. Va evidenziata però la condizione d’illegalità dovuta all’occupazione di uno stabile pubblico. Inoltre il Teatro Valle è stato accusato di “concorrenza sleale” nei confronti degli altri spazi culturali.
Essendo la cultura il filo rosso che ci consente di tutelare la nostra identità, i beni comuni ci permettono di riconoscerci e affermare i nostri diritti fondamentali.


Parole chiave


teatro valle; common good;

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DOI: 10.6092/issn.2039-2281/5588

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