Teatro, attori e subalternità ne Il sogno della camera rossa

Beatrice Borelli

Abstract


L’articolo analizza, all’interno dello Honglou Meng, romanzo cardine della letteratura cinese, le dinamiche che regolano il rapporto degli attori con la società di epoca Qing, attraverso alcuni episodi della narrazione. La microsocietà degli attori, esemplificata da una compagnia teatrale alle dipendenze di una corte, rappresenta la più forte alternativa ai rigidi schemi dominant. È un gruppo controverso e frainteso nella sua distanza dalle convenzioni morali, contraddistinto da un complesso connubio di subordinazione e potere effettivo. La sua posizione di sottomissione ad una società elitaria si dimostra infatti rovesciabile, tramite lo sviluppo di un’autonomia simbolica, opposta alla reale condizione decadente dei padroni, che finiscono per esserne asserviti. La particolare libertà di cui l’attore si fa paladino, grazie anche alla propria educazione all’arte, diviene il modo tramite il quale egli esercita un potere sull’ambiente che lo circonda.

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DOI: 10.6092/issn.2039-2281/9526

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