Problems & Provocations around Performance, P-a-R & the PhD

John Freeman

Abstract


Questo contributo è deliberatamente inteso come una provocazione e interroga i modi in cui conoscenza e comprensione si articolano nella Performance-as-Research, così come attraverso la performance stessa. L'insidioso statuto della P-a-R, più simile a un mantra che a una metodologia, impone di dar voce ad alcuni interrogativi. Lo sguardo apertamente rivolto al Regno Unito è qui anche influenzato da due esperienze professionali presso atenei australiani; da residenze condotte negli Stati Uniti, in Asia e nell’Europa continentale; da collaborazioni con accademici avvenute in una dozzina di paesi, così come dalla partecipazione a commissioni di valutazione di ricerche dottorali in tre paesi diversi. Benché si concentrino prevalentemente sul contesto britannico e australiano, le problematiche affrontate in questo articolo non sono del tutto circoscritte a livello locale; inoltre, benché non si tratti di un resoconto auto-etnografico, questo contributo si basa su numerose esperienze di valutazione di studenti nell’ambito della P-a-R condotte dal suo autore. Su tali basi vengono qui messe in questione alcune pretese riguardanti la P-a-R, non ultima l’idea che la pratica creativa possa servire senza difficoltà al proprio sviluppo nel quadro della ricerca scientifica formale.

Parole chiave


Practice-as-Research; PhD; Performance; Exegesis; Subjectivity; Ethics; Truth

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DOI: 10.6092/issn.2039-2281/8556

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