Le grand Architecte della Compagnie Pseudonymo (2013) e Sonno della compagnia OPERA (2011): due modalità narrative a confronto

Fabio Raffo

Abstract


Il presente articolo si pone come obiettivo di mostrare come lo spettacolo Sonno, della compagnia OPERA, e Le Grand Architecte della compagnia francese Pseudonymo, tramite una loro analisi comparativa, possano essere presi come esempio del riemergere di modalità narrative nel teatro contemporaneo. La teoria teatrale attuale ha infatti spesso asserito il distacco definitivo e radicale dalla narrazione di produzioni di questo genere, nelle quali il dispositivo visuale è dominante. Il mio intento non è dunque semplicemente quello di accostare due realtà artistiche, quanto piuttosto quello di assumere questi due elementi come casi emblematici all’interno di un discorso più generale: la mia tesi vuole infatti dimostrare come la loro drammaturgia eminentemente visiva, ovvero la strutturazione di suoni, luci, e azioni dei performer, evoca allo spettatore delle tematiche e associazioni narrative. Nello svolgimento dell’articolo inizierò pertanto da un breve stato dell’arte, in seguito mi soffermerò nel dettaglio sui due spettacoli citati e soprattutto di come in essi alcuni elementi scenici precisi producano nello spettatore questi rimandi narrativi.

Parole chiave


pseudonymo; opera; teatro di figura;

Full Text

PDF (Italiano)


DOI: 10.6092/issn.2039-2281/6056

Copyright (c) 2016 Fabio Raffo

Creative Commons License
Quest'opera è rilasciata con una licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

ISSN 2039-2281
Email: antropologiaeteatro@unibo.it
Registrazione presso il Tribunale di Bologna n. 8105 del 1 ottobre 2010

La rivista è gestita e mantenuta da ABIS-AlmaDL [privacy]