A Dream, please! L’antropologia performativa del ventennio berlusconiano (1994-2014)

Claudio Bernardi

Abstract


Gli effetti politici, sociali e culturali del crollo del muro di Berlino hanno fortemente influenzato l’arena pubblica odierna. Il neoliberalismo, la conseguente crisi economica del 2008 e la contemporanea rivoluzione digitale hanno visto lo Stato soccombere all’individualismo e a una generazione di politici altamente ‘performativi’ per i quali la distinzione tra sfera pubblica e privata viene meno. Il carattere eminentemente razionale della politica è venuto così a perdersi in una comunicazione spettacolare e ipermediatica. L’ ‘arte del governo’ è diventa quella della ‘messa in scena’. L’uomo di stato si è trasformato in performer. Nella dialettica tra sacro e profano, il vecchio deve morire per resuscitare nel suo opposto, come il pubblico chiede. L’articolo discute il ruolo giocato dalla cultura popolare (Carnevale, Quaresima, Pasqua) e dalla comicità nello show (e ‘commedificazione’) della politica italiana degli ultimi 25 anni. Mette a fuoco la vittoria di Berlusconi, ottenuta grazie alla personificazione della nuova cultura dell’individualismo popolare, fino ad arrivare a Renzi, re dei social media, destinato a fallire a meno che non si dimostri capace di trasformare il teatrino della politica in azione politica.

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DOI: 10.6092/issn.2039-2281/5296

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